Intelligenza artificiale e diritti fondamentali: l’avvocata Barbara Russo analizza le nuove sfide della giustizia
Dalla trasparenza degli algoritmi alla protezione dei dati personali: l’evoluzione della normativa europea e le pronunce dei giudici aprono nuovi scenari per la tutela dei cittadini.
L’intelligenza artificiale sta trasformando profondamente la società, il mondo del lavoro e il funzionamento delle istituzioni. Ma chi risponde quando una decisione presa attraverso un algoritmo produce conseguenze ingiuste? E quali strumenti ha il cittadino per conoscere, comprendere e contestare una decisione automatizzata?
Sono interrogativi sempre più attuali, che interessano direttamente il diritto e la tutela delle libertà individuali.
A richiamare l’attenzione su questi aspetti è Barbara Russo, avvocata del Foro di Napoli, che nell’ambito dei propri approfondimenti giuridici affronta il rapporto tra innovazione tecnologica, responsabilità e diritti fondamentali della persona.
Con un percorso professionale che comprende esperienze formative internazionali presso l’Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne e un’attività giuridica particolarmente attenta alla protezione dei diritti, l’avvocata Russo affronta anche le questioni emergenti che accompagnano la trasformazione digitale della società.
Quando un algoritmo decide: il diritto alla trasparenza
Uno degli aspetti più delicati riguarda l’utilizzo di sistemi automatizzati da parte della pubblica amministrazione.
Un algoritmo può contribuire a rendere più efficienti le procedure, ridurre i tempi e migliorare l’organizzazione dei servizi. Tuttavia, quando il suo funzionamento incide sui diritti di una persona, non può essere sottratto alle regole di trasparenza previste dall’ordinamento.
Un riferimento fondamentale è rappresentato dalla sentenza n. 2270 dell’8 aprile 2019 del Consiglio di Stato, che ha affrontato il tema delle decisioni amministrative automatizzate.
La pronuncia ha chiarito che le regole utilizzate dall’algoritmo devono essere conoscibili e che il procedimento automatizzato deve rimanere soggetto al controllo del giudice amministrativo.
Il principio assume un significato concreto: il cittadino deve poter comprendere perché una determinata decisione sia stata adottata e disporre degli strumenti necessari per contestarla.
Nell’analisi giuridica sviluppata dall’avvocata Barbara Russo, la trasparenza rappresenta quindi una garanzia essenziale per impedire che la complessità tecnologica si traduca in una limitazione dei diritti.
Protezione dei dati personali e decisioni automatizzate
Un secondo ambito riguarda la tutela dei dati personali, soprattutto quando l’intelligenza artificiale viene utilizzata per valutare caratteristiche, comportamenti o condizioni economiche degli individui.
L’articolo 22 del Regolamento europeo 2016/679, conosciuto come GDPR, disciplina le decisioni basate esclusivamente su trattamenti automatizzati che producono effetti giuridici o incidono in modo analogo significativamente sulle persone, prevedendo specifiche garanzie ed eccezioni.
Particolarmente significativa è la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 7 dicembre 2023, causa C-634/21, nota come caso SCHUFA.
La controversia riguardava l’utilizzo di sistemi automatizzati per valutare l’affidabilità creditizia di una persona.
La Corte ha riconosciuto che anche l’elaborazione automatica di un punteggio può rientrare nella disciplina delle decisioni automatizzate quando quel risultato assume un peso decisivo nelle scelte successive di un soggetto terzo.
La questione non è soltanto tecnologica, ma riguarda direttamente la possibilità di accedere a servizi, stipulare contratti e partecipare alla vita economica senza subire decisioni arbitrarie o non sufficientemente trasparenti.
Il rischio delle discriminazioni algoritmiche
L’intelligenza artificiale non è necessariamente imparziale.
I sistemi automatizzati vengono sviluppati e addestrati utilizzando dati che possono contenere errori, distorsioni o pregiudizi. Di conseguenza, anche un algoritmo apparentemente neutrale può produrre risultati discriminatori.
Il problema può emergere nella selezione del personale, nell’accesso al credito, nella valutazione di determinate prestazioni o nell’erogazione di servizi.
La tutela della dignità umana e il principio di uguaglianza richiedono quindi che le decisioni automatizzate siano sottoposte a controlli adeguati, non soltanto sotto il profilo tecnico, ma anche rispetto alle conseguenze concrete sulle persone.
È proprio nel rapporto tra nuove tecnologie e garanzie individuali che si colloca uno dei temi di riflessione giuridica affrontati dall’avvocata Barbara Russo: l’innovazione deve essere accompagnata da strumenti effettivi di tutela, senza ridurre le possibilità di difesa del cittadino.
AI Act e normativa italiana: un nuovo quadro di responsabilità
L’Unione europea è intervenuta con il Regolamento UE 2024/1689, noto come AI Act, introducendo un sistema di regole differenziate in funzione del rischio associato alle diverse applicazioni dell’intelligenza artificiale.
Il quadro normativo attribuisce particolare importanza alla trasparenza, alla gestione dei rischi e alla supervisione umana, soprattutto nei settori in cui l’utilizzo dell’IA può incidere sulla salute, sulla sicurezza e sui diritti fondamentali.
Anche l’Italia ha adottato una disciplina nazionale attraverso la Legge 23 settembre 2025, n. 132, che interviene sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale in diversi ambiti, comprese le attività professionali e la pubblica amministrazione.
Il principio di fondo è che l’impiego di strumenti tecnologici non elimina la responsabilità delle persone e delle organizzazioni che li utilizzano.
Intelligenza artificiale e professione forense
Le trasformazioni tecnologiche coinvolgono direttamente anche l’attività degli avvocati.
L’intelligenza artificiale può rappresentare un supporto per la ricerca normativa, l’analisi dei documenti, lo studio della giurisprudenza e l’organizzazione delle informazioni.
Resta però indispensabile verificare l’attendibilità dei risultati prodotti.
Uno dei rischi più discussi riguarda le cosiddette allucinazioni dell’intelligenza artificiale, situazioni nelle quali un sistema genera informazioni inesatte, riferimenti normativi non pertinenti o perfino sentenze inesistenti.
In ambito giuridico, errori di questo tipo possono avere conseguenze particolarmente rilevanti.
Per questa ragione, la supervisione del professionista rimane centrale. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale non può sostituire l’analisi critica, la valutazione del caso concreto e la responsabilità personale dell’avvocato.
Barbara Russo: la tutela della persona al centro dell’evoluzione del diritto
Il rapporto tra intelligenza artificiale e giustizia si inserisce in una riflessione più ampia sulla necessità di proteggere i diritti fondamentali in una società in continua evoluzione.
L’avvocata Barbara Russo, attiva a Napoli nell’ambito del diritto civile e del diritto del lavoro, ha sviluppato un percorso professionale che comprende anche esperienze internazionali e attività collegate alla tutela dei diritti umani.
L’attenzione verso queste tematiche si riflette nei suoi approfondimenti dedicati alle trasformazioni normative e giurisprudenziali, dalle garanzie individuali alle nuove questioni sollevate dalle tecnologie digitali.
Il tema dell’intelligenza artificiale rappresenta un esempio concreto di come la professione legale sia chiamata a confrontarsi con problemi nuovi, mantenendo al centro principi consolidati: dignità della persona, uguaglianza, trasparenza, responsabilità e diritto alla difesa.
La sfida non consiste nel contrapporre diritto e innovazione, ma nel garantire che il progresso tecnologico rimanga compatibile con i principi dello Stato di diritto.
Perché, anche nell’epoca degli algoritmi, la responsabilità delle decisioni e la tutela dei diritti devono continuare a essere affidate alle persone e alle istituzioni.
Approfondimento giornalistico basato sull’analisi giuridica dell’avvocata Barbara Russo, sul quadro normativo europeo e nazionale e sulla giurisprudenza in materia di decisioni automatizzate.
Profilo professionale: www.avvocatobarbararusso.it


